Idraulica Antica

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Da circa 20 anni un gruppo di lavoro, facente capo all’attuale Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Padova e coordinato dalla prof.ssa Paola Zanovello, conduce ricerche interdisciplinari nell’ambito dell’idraulica e dell’idrologia nel mondo antico, sia in relazione a siti italiani che stranieri. Il primo lavoro dell’équipe, il volume Utilitas Necessaria, edito nel 1994 a cura di Giulio Bodon, Italo Riera e Paola Zanovello, è ancora considerato strumento fondamentale per chi affronta lo studio dei manufatti idraulici nel mondo romano.

Nel mondo romano la tecnologia idraulica aveva una grande rilevanza: approvvigionamento idrico, immagazzinamento e distribuzione dell’acqua, fognature e bonifiche costituivano priorità assolute nell’organizzazione degli spazi abitati, infrastrutture indispensabili al pari delle strade. Ogni città o centro abitato era servito da acquedotti, che rifornivano sia edifici pubblici, in primo luogo le terme, sia privati, come strutture produttive e residenziali. Allo stesso modo era gestito il deflusso delle acque, tramite imponenti e capillari sistemi di fognature e drenaggio. Per ciascuna opera idraulica era fondamentale la fase progettuale, che doveva adattare la struttura alle condizioni del terreno e al tipo di utenza. Altrettanto importante era la gestione delle acque, come testimoniano l’imponente documentazione letteraria antica (in particolare Vitruvio, Plinio il Vecchio, Frontino) ed epigrafica al riguardo. Il tema dell’idraulica antica accomuna ogni area dell’impero romano, dalla Britannia al nord-Africa, dalla Spagna al settore danubiano-balcanico ed orientale, con scelte progettuali e tecnologiche simili, ma allo stesso tempo adattate alle peculiarità del territorio.

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